
E’ passato molto tempo dal mio ultimo post, e non che senta il bisogno di riaffermare la mia presenza sui social (tutt’altro), ma mi è venuta voglia di spiegare il perché della mia assenza.
I social sono il male assoluto. Così, tranchant.
Potrei anche chiudere qui la mia argomentazione, so che la maggior parte di chi mi conosce mi darebbe ragione a prescindere, ma ultimamente mi ci sono trovata dentro per motivi distanti dall’intrattenimento o dallo yoga e onestamente la mia esperienza è stata davvero molto negativa.
Facebook era nato per connettere le persone.
Adesso è un parco giochi dove sfogare disagio e frustrazioni, il regno delle fake news e dell’analfabetismo funzionale, luogo di pubblicità e marketing, dove invogliare l’utente a spegnere il cervello e comprare questo o quello (ho fatto anche la rima).
Instagram non si è mai tradito. E’ nato come fiera delle vanità ed è più o meno rimasto fedele a se stesso.
Twitter, mai usato in verità. In passato era un po’ come l’ANSA, andavi a cercare le notizie fresche di uscita, da quando l’ha comprato l’uomo più ricco del mondo, chissà perché non mi fido più tanto dei suoi contenuti e non mi sono sentita mai invogliata ad usarlo.
Tik Tok è un discorso a parte. Dovrei tacere su qualcosa che non conosco affatto, ma dato che è nato come un social dove i dodicenni facevano i balletti e adesso il sindaco di Roma ci fa campagna elettorale, mi sento di dire che non è il mio ambiente.
Il problema è che nel 2025 non usare i social è un po’ come non esistere, o esistere ai margini della società… Come sarebbe stato se negli anni ‘80 non avessimo avuto la televisione? Forse proprio come non pubblicare foto e non sbirciare le vite degli altri su Ig.
Il punto è che probabilmente posterò sempre meno. Le mie lezioni saranno sempre pubblicizzate tramite il mio broadcast WhatsApp e attraverso il caro e vecchio passaparola.
Tanto mi basta e mi rende felice.
Poi sì, ogni tanto posterò qualcosa. Ma sarà solo quando avrò davvero qualcosa da dire.
