Che cos’è lo Yoga Cecionico/Anarchico

Per chi se lo stesse chiedendo, non urlo perchè mi sono presa a ginocchiate, sto ridendo come una scema per qualcosa che ho detto o fatto 🙂

Durante la pandemia, accolsi la richiesta delle mie colleghe dell’ufficio (alle quali, prima del lockdown, facevo lezione di yoga a fine giornata nella sala riunioni più grande) di avviare un corso di yoga online affinchè potessero muovere il corpo almeno un po’ e combattere l’inazione che l’isolamento comportava. 

Cominciai controvoglia (non sono fan delle attività online, ma d’altronde non c’era molta alternativa) ed estesi la possibilità di partecipare ovviamente a tutti, colleghi e non. 

Mentre il corso prendeva forma, un mio allievo, nonchè caro amico, alla fine della lezione mi disse che la lezione era stata molto “cecionica”, riferendosi al soprannome con la quale sono conosciuta tra amici e conoscenti da circa 25 anni, ovvero da quando sto con mio marito. Io e lui, infatti, siamo conosciuti come “i Cecioni”, per le forme morbide dei nostri corpi, panzuto lui e cosciona io (a Roma si dice, di chi è in carne, che è “bello ciacione” o, appunto, “cecione”) 

Mi è piaciuto così tanto che ho pensato che mi si addiceva perfettamente e così ho cominciato a chiamare le mie lezioni. 

Lo Yoga Anarchico è arrivato dopo. Quando finalmente il lockdown è terminato ma il distanziamento sociale prevedeva che si potesse fare attività fisica solo all’aperto, ho cominciato a tenere le mie lezioni sul Ponte della Musica, nel quartiere Flaminio, ovvero dove abito. Le lezioni hanno subito preso una piega piuttosto singolare, dove il divertimento e la fatica prevalevano decisamente sul silenzio e la spiritualità che pervadono le normali lezioni di yoga. Vero è che sono convinta che la spiritualità abbia molte forme e che sia rappresentata più verosimilmente da una risata che da un muso lungo, ma comunque è successo che le lezioni, così come concepite, avessero un discreto successo. 

E in effetti lo Yoga Cecionico/Anarchico è più o meno riassumibile come segue:

  • una pratica in cui mi preparo la lezione e poi regolarmente faccio tutt’altro
  • a metà del flow sul lato sinistro dimentico cosa ho fatto sul destro e meno male che ci sono gli allievi perchè altrimenti mi perdo
  • mio marito che a metà lezione viene a fare le foto per i miei social trascurati e boomer e poi mi fa solo le foto al culo che non sono pubblicabili
  • la fatica fisica che tiene la mente nel corpo e la svuota dai pensieri inutili
  • la soddisfazione nel vedere gli allievi che lasciano le lezioni contenti, nonostante quanto sopra. Oppure proprio per quello, vai a sapere…

Lascia un commento