Esiste il lavoro perfetto?

C’è un vecchio adagio, attribuito a Confucio e molto conosciuto, che dice “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita“.

Il che è di base molto vero, se non fosse che è nella natura umana inseguire il piacere (anche perseguendo la ricerca di un lavoro che fa al caso nostro) e poi stufarci di quello che facciamo, essere scontenti e andare alla ricerca di qualcosa di nuovo e più soddisfacente.

Ma al di là di queste premesse, tutti noi abbiamo avuto esperienza di lavori più o meno graditi; quali sono secondo voi le caratteristiche del lavoro perfetto? Naturalmente ognuno di noi esprimerà le proprie preferenze in maniera del tutto soggettiva, dipenderà dalle nostre inclinazioni, attitudini, talenti, dall’ambiente lavorativo, dallo stipendio, dalla distanza del posto di lavoro rispetto alla propria abitazione, dalle emozioni che ci suscita.

Io vorrei però porre l’attenzione su un aspetto che mi sembra davvero poco considerato: il lavoro che svolgo genera valore? Penso che tutti coloro i quali hanno lavorato in una azienda se lo sono sentiti dire dal Management almeno una volta nella propria carriera: “dobbiamo creare valore!”. Ma esattamente che vuol dire? Nella mia esperienza personale, per le aziende vuol dire essere attraenti per i propri clienti, fare fatturato e aumentare i profitti, il che francamente è un concetto che comprendo (senza soldi l’azienda non paga gli stipendi) ma è anche vero che le richieste di impegno rivolte ai dipendenti non mai sono proporzionali a quello che entra loro in tasca. Senza parlare del fatto che il concetto di “valore” per l’azienda non necessariamente (quasi mai) coincide con il concetto di “valore” dei propri dipendenti. Quindi la spinta a “creare valore” è di per sé nobile, ma poi si scontra con il significato che la parola ha per ognuno di noi.

Sono curiosa, cosa è per voi il valore, nel vostro lavoro?

Per me è fare un’attività che genera benessere. Che pacifica le persone, abbassa i livelli di ansia, migliora la salute fisica e mentale. Per me il lavoro perfetto non esiste, ma esiste il lavoro che crea valore e quello che non lo crea.

Per me lo yoga è, ancor prima che una professione, uno strumento di benessere per me e per i miei allievi. Un rifugio dallo stress e dall’ansia. Un modo di prendermi cura di me e degli altri. Il mio piccolissimo contributo per migliorare la qualità della vita delle persone. E la speranza che quella bolla di benessere si possa allargare a macchia d’olio e “contagiare” anche le persone che non lo praticano, solo per il fatto che sono entrate in contatto con chi invece lo fa. Non il lavoro perfetto, ma ci si avvicina.

E per voi qual è il lavoro perfetto? Che caratteristiche deve avere? (vale anche rispondere “quello in cui guadagno una barca di soldi”, non siamo ipocriti) 🙂

PS: Per me il lavoro perfetto deve, in ordine sparso:

  • portare benessere o comunque dare un contributo positivo alla società (e pure sul significato di positivo, ci sarebbe da approfondire, comunque mi avete capito)
  • essere facile da raggiungere (occasionalmente non mi dispiace fare qualche km in più ma francamente ho già dato in passato e la mia salute mentare e fisica passa anche attraverso il (poco) tempo che passo sui mezzi di trasporto o nel traffico;
  • permettermi di manternermi agevolmente (mi frega poco di diventare ricca, ma non avere paura di non arrivare a fine mese è fondamentale);
  • lasciarmi tempo da dedicare ai miei affetti;
  • ah, essere divertente. Per me il benessere psico-fisico passa anche attraverso il sorriso.

Se mi viene in mente altro, lo aggiungo. Voi ditemi la vostra, ché sono curiosa 🙂

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