Anche chi non ha mai praticato yoga nella vita conosce una delle posizioni più famose di questa pratica, che Adho mukha Svanasana, ovvero il cane a testa in giù. Se c’è il cane, perchè non il gatto?
Premessa: amo TUTTI gli animali (non tanto le mantidi religiose, che mi fanno un po’ impressione e le zanzare che mi ronzano nelle orecchie, ma ci sto lavorando). Adoro i cani, ma quando avevo 16 anni mia madre si impuntò che voleva un micio e un bel giorno si portò a casa la piccola Cleo, una simil-norvegese che pesava 3 etti ed aveva addosso più peli che ciccia.
In realtà la micina dopo poco tempo manifestò l’incontrovertibile fenotipo di un maschietto e quindi la piccola Cleo divenne Miciomao. E seppure ho tentato per tanti anni di non attaccarmi a quella bestiola (riuscendo per molto tempo, a onor del vero), nella mia quotidianità si era ormai stabilita l’abitudine alla sua presenza. I gatti sono così, subdoli: pensi di poterli ignorare, pensi di poter rimanere indifferente, ma intanto ti sbattono in faccia la loro bellezza, la loro eleganza, la loro strafottenza, e tu ti trovi a venerarli senza neanche avere il tempo di realizzarlo.
Dopo Miciomao ce ne sono stati diversi altri, un giorno scriverò un articolo su ciascuno di loro. In questo caso però mi voglio soffermare sul VERO gatto a testa in giù, ovvero Pippi, che in realtà è una gatta. Un animale tanto infame quanto affascinante, ed è così che mi frega tutti i giorni. Mi fa dei dispetti terribili e poi mi incanta con i suoi occhi obliqui, mette alla prova costantemente la mia pazienza e quando l’ha portata al limite e io sto per esplodere, mi intorta ronfando e strusciandosi per le coccole, ma il modo più eclatante con cui manifesta il suo carattere particolare (chiaramente un eufemismo) è che le piace farsi SCULACCIARE.
Ebbene sì, ho la gatta kinky, che sta molto spesso a testa in giù (per motivi francamente poco yogici) ma che mi ha dato l’ispirazione per trovare un nome alla mia attività, perchè sono in effetti un’insegnante di yoga che adora i felini, e mi piaceva onorare questi esseri magici con un nome che coniugasse le mie due grandi passioni, i gatti e lo yoga.
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PS: ecco Pippi quando invece di stare a testa in giù si dedica a una delle sue attività preferite, ovvero l’ozio.



